Sproloquio inutile e piuttosto imbarazzante sulla fatica di leggere

Ciao cari lettori!

Continuo a leggere con i miei soliti ritmi lentissimi e ho pressoché abbandonato la scrittura (momentaneamente, spero). Inizio anche a dubitare di essere una lettrice forte. Un lettore forte non è forse chi legge sempre e comunque in quasi tutti i momenti liberi dagli altri impegni? Colui che si ritaglia il tempo appositamente per leggere? Colui che evade dalle preoccupazioni della realtà immergendosi in un buon libro? Io no. Il tempo cerco di trovarmelo, spesso me lo ritaglio e poi non leggo, altre volte ci riesco. Il fatto è che ho capito che riesco a dedicarmi alla lettura solo quando la mia mente me lo permette, quando è relativamente sgombra di pensieri. Sì, sì, lo so che sembra la solita scusa di chi invece non ne ha voglia e cerca di giustificarsi. Ma è vero! Motivo per cui in questo periodo riesco a leggere solo di sera, quando è troppo tardi per mettermi a fare qualcos’altro, quando ormai quel che è fatto è fatto (tradotto: ho già sprecato le mie occasioni). Ci penso sempre ai libri, molto probabilmente sono più i libri che voglio leggere rispetto a quelli che ho letto fino ad ora. Eppure, quando mi trovo in un momento morto, faccio fatica. Credo di trovarmi in un periodo di forte ansia, anche se non è che debba affrontare chissà quale sfida disumana. Ho capito che, anche se probabilmente è una visione sbagliata e dovrei ridimensionare le due cose (facile a dirsi), prendo seriamente la lettura quanto studiare per gli esami dell’università. Un giorno in cui avevo tempo per leggere e non l’ho fatto mi sento in colpa quanto un giorno in cui avevo tempo per studiare e non l’ho fatto. Il fatto è che di studiare non ne ho per niente voglia, il mio interesse è calato a zero e non vedo l’ora di laurearmi. Di leggere ne ho voglia, ma non riesco a dedicarmici se prima non ho studiato (e visto che ne avevo pure voglia, il senso di colpa è maggiore). Solo che appena finito il tempo per studiare devo andare incontro ai vari doveri di altro tipo e inizio a provare rimorso per non aver sfruttato quell’oretta dopo pranzo in cui ho cincischiato con il cellulare o mi sono abbioccata. Ma che cosa voglio dire con questo? Non so, però almeno sono contenta della qualità di quel poco tempo che riservo ai libri, dell’attenzione e dell’impegno che ci metto anche solo in mezz’ora di lettura che mi fa sentire fiera di me e che mi fa pensare “ma ci voleva così tanto?”.

Sono io a farmi troppi problemi? Anche voi a volte vi sentire così “ingabbiati”? Vorrei tanto avere la stabilità mentale per dedicarmi a doveri e piaceri senza sensi di colpa, senza pensare che avrei potuto fare meglio. Certe volte mi capita di pensare di essere troppo preoccupata per qualcosa per dedicarmi ad un libro con la dedizione che merita. Solo che finisco per non leggere e continuare ad essere in ansia per quell’altra cosa, senza concludere nulla. Lo so che non ha senso! Se avete trucchi per combattere il blocco da ansia sono tutta orecchie.

Negli ultimi anni ho fatto esperienze che mi hanno reso più solida su molte cose importanti, riesco a far fronte a vari dolori emotivi o prendere certe decisioni senza influenzare la mia vita in maniera troppo negativa, e poi mi capita di perdermi in bicchieri d’acqua, nei problemi minori inizio a sentirmi inadeguata e mi vergogno, fra cui dedicare poco tempo ai miei amati libri.

Scusate per lo sfogo inconcludente, scritto male e in cui non sono riuscita ad esprimere al meglio il mio disagio. Spero di tornare la prossima volta con argomenti più interessanti.

Gurghi

8 risposte a "Sproloquio inutile e piuttosto imbarazzante sulla fatica di leggere"

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  1. Mi sono ritrovata tanto in quello che dici. Compreso il perdersi in un bicchiere d’acqua nelle piccole cose. Quando ero all’università leggevo molto meno. In alcuni periodi non ho letto nulla a parte i testi in programma per gli esami. All’epoca però non mi importava. O almeno così mi sembra di ricordare. Mi piaceva leggere, ma non come ora. Ancora adesso, però, se ho la testa da un’altra parte, ansia, problemi da risolvere o mille cose da fare fatico a concentrarmi e dopo due pagine chiudo il libro. Io credo che la situazione non migliori dopo l’uni, perché subentrano altri intoppi (penso alla ricerca di un lavoro, agli impegni lavorativi una volta trovato + varie ed eventuali). Ho capito una cosa: il periodo migliore per la lettura è stato quello tra medie e superiori. Ah, la spensieratezza! 😄

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  2. La fatica di leggere, secondo me, subentra in molti lettori proprio quando cominciano ad associare la lettura a un impegno, invece di considerarla come un piacere (devo leggere perché, invece di voglio leggere perché).
    Credo che persino i lettori forti si debbano prendere una pausa di tanto in tanto ;). Ognuno di noi ha un rapporto diverso con i libri: non possiamo mica essere tutti delle macchine da lettura :). Per il momento, lascia i romanzi sugli scaffali e non preoccuparti: saranno loro a chiamarti, quando sarai pronta.
    Quanto alla scrittura, forse potrebbe essere interessante sperimentare e vedere cosa succede andando a ruota libera, invece di ingabbiarti nello schema della recensione.
    In ogni caso prendi un bel respiro: Keep calm and carry on :).

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  3. Secondo me serve ispirazione anche per leggere. Durante l’università io leggevo solo i testi universitari, perché sentivo che leggere altro mi avrebbe confuso. Oltretutto in quel periodo ho scritto davvero pochissimo.
    Mi sono accorta anche che leggere col pensiero di recensire per il blog non mi fa gustare al meglio la lettura che ho scelto. Per cui, quando inizio un nuovo libro, lo faccio convincendomi che non sono obbligata a scriverci su qualcosa. Infine concordo con quanto detto da Benny. Non ti preoccupare, non ti costringere a leggere se non senti l’ispirazione, quando sarà il momento saranno i libri a chiamarti 🙂

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  4. La lettura serve a molteplici scopi: aggiornarsi, studiare, rilassarsi, scoprire, a volte persino dimenticare. Non sempre è facile trovare le letture corrispondenti al periodo della vita che stiamo attraversando. L’importante, secondo me, è non perdere mai la curiosità verso il mondo, perché rappresenta un ottimo motore per la lettura.

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  5. A scuola e all’università ero una lettrice molto avida. Avevo sempre almeno tre libri diversi sulla mia scrivania (senza contare i libri universitari). Da quando ho iniziato a lavorare ho iniziato a leggere di meno. Con l’arrivo della figlia qualche anno dopo – sempre di meno. La lettura ha bisogno del tempo e della concentrazione. E quindi non posso leggere se mi distraggono in continuazione o se sono stanca. E se prima leggevo tutto e di più, senza tanta distinzione, quindi dai classici ai libri “spazzatura”, adesso, avendo meno tempo e i gusti ormai formati, punto sulla qualità. Non posso perdere tempo per un romanzo di moda solo perché lo leggono e lo discutono tutti, ad esempio. Preferisco di concentrarmi su qualcosa che ha un valore e presenta un forte interesse per me stessa, oppure rileggere qualche vecchio amico, con la copertina che si stacca ormai e le pagine del quale conosci a memoria.

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  6. Ti capisco perfettamente! Anch’io vorrei leggere/aver letto molti più libri e a volte mi sento una lettrice un po’ mediocre (alla faccia del mio nickname!). Sensi di colpa veri e propri non ne provo, però effettivamente sento di aver sprecato il mio tempo quando passano settimane e io ho letto poco o nulla. Quindi tranquilla, non sei l’unica che non ha sempre un rapporto idilliaco con la lettura! Consigli da darti non ne ho, però può darsi che la tua impazienza nel laurearti influisca sulla tua situazione attuale… Forse quando sarai più serena da quel punto di vista, le cose cambieranno. In ogni caso, penso che essere lettori/lettrici forti significhi prima di tutto avere passione, e sono certa che quella non ti manca 🙂

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  7. Ultimamente mi sento spesso come te. Ho sempre una gran voglia di leggere, ma poi a volte, quando finalmente ne avrei il tempo, mi perdo in altre cose, rimando e rimando e il tempo per il libro è finito. Il fatto è che prima con l’università e poi con il lavoro mi ritrovo sempre a fare la pendolare, arrivo a casa tardi e una volta sotto le coperte mi rimane un’oretta prima che sia ora di spegnere la luce. E la mia mente è troppo stanca per concentrarsi sulle parole, leggo, ma non capisco. A queste condizioni il libro è meglio posarlo in attesa di tempi migliori.
    Però sono molto felice quando anche se solo per 5 minuti riesco ad andare avanti di qualche pagina! Il mese prossimo, purtroppo, una mia collega e compagna di viaggi in treno si trasferirà per un anno all’estero. Cercherò di sfruttare queste nuove ore di solitudine per leggere un po’ di più!
    Nel frattempo il mio consiglio per te è di goderti le nuove esperienze che stai facendo e i vari cambiamenti, senza sensi di colpa. I libri aspettano, il tempo per loro tornerà in maniera del tutto naturale! 🙂

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