La nave degli spiriti, Joseph Conrad

Cari lettori,

oggi vi parlo di un racconto di Joseph ConradLa nave degli spiriti, pubblicato originariamente fra il 1884 e il 1886. Per me, Conrad è uno degli scrittori più interessanti e bravi di sempre. Dopo Cuore di tenebra, La linea d’ombra, Tifone e Domani, mi sono data un obiettivo per la vita, cioè quello di leggere tutta la sua produzione letteraria che, per nostra fortuna, è abbastanza vasta. Senza fretta, perché voglio che sia un autore a cui tornare con piacere per molti, molti, molti anni.

Joseph-Conrad
Joseph Conrad (1857-1924)

La nave degli spiriti (in originale The Black Mate) è una delle sue prime prove da scrittore e il racconto fu pubblicato postumo nella raccolta Racconti ascoltati, in cui l’autore racconta direttamente al lettore e a quest’ultimo sembra davvero di “ascoltare”, come ascoltano i compagni di Marlow il suo Cuore di tenebra, con la differenza che siamo noi i primi destinatari del racconto.

L’arrivo del nuovo Secondo sullo Zaffiro, Bunter, chiamato in maniera pregiudizievole dagli ignoranti “il Secondo nero” per via dei suoi capelli corvini, di quelli che ti accorgi davvero di quanto siano neri solo quando te li trovi davanti, è sulla bocca di tutti i capitani del porto, soprattutto perché ha un passato enigmatico di cui nessuno sa quasi nulla e il suo superiore, Johns, è un personaggio assai particolare, apatico, sgradevole e fervente sostenitore dell’esistenza degli spiriti.

Al capitano Johns perciò sarebbe piaciuto molto di avere in suo potere il Secondo nero in una maniera o nell’altra. Ma quell’uomo era irreprensibile, e tanto vicino alla perfezione quanto si possa immaginare, e il capitano Johns era molto dispiacente e nello stesso tempo si congratulava per l’efficienza del suo ufficiale.
Egli ostentava una grande socievolezza con lui, partendo dal principio che più siamo cordiali con qualcuno più è facile coglierlo in fallo; e anche perché desiderava avere qualcuno che ascoltasse le sue storie. Sì, manifestazioni, apparizioni, spettri e tutto il resto del suo stupido arsenale di fantasmi. L’aveva tutto sulla punta delle dita e tesseva quelle storie spiritiche con una voce insistente, incolore, dando loro una futile piega che era tutta sua.

Nonostante l’esiguo numero di pagine, Conrad si prende il tempo per delineare i personaggi, anche quelli che occupano poco spazio all’inizio del racconto, dando così una sensazione di realisticità. Ogni personaggio ha una sua caratterizzazione fin dalle prime righe e lo fa inizialmente attraverso i dialoghi che fanno immergere il lettore nell’atmosfera, stuzzicando la curiosità per la storia e le personalità dei personaggi che si relazionano fra loro, per poi restringere il campo ai protagonisti della narrazione, che diventa più astratta e sfumata, in cui emergono maggiormente i pensieri e gli stati d’animo. Le azioni e i pensieri dei personaggi sono avvolti in luoghi e atmosfere tratteggiate in modo poetico e suggestivo, senza mai inciampare in una liricità pesante, ma dall’ampio respiro, restituendo ancora più vividezza all’immagine e allo stesso tempo all’interiorità descritta.

Immaginatevi quella nave nell’Oceano Indiano, in una chiara notte tropicale, con la velatura completa e immobile, i marinai di guardia sul ponte fuori di vista; e sulla poppa inondata di luna il solenne Secondo nero che camminava su e giù con i passi misurati e dignitosi, serbando un impressionante silenzio, e quella piccola figura grottesca e meschina nella sua flanella a strisce che alternamente gracchiava e mugolava sugli scambi personali con l’oltretomba.

La nave degli spiriti

Il racconto è quindi incentrato sul rapporto singolare tra quest’uomo taciturno e risoluto, Bunter, e il capitano Johns, spiritista più che mai, che mette a dura prova la pazienza e la fermezza del suo Secondo. Ovviamente non dico nulla di come andrà a finire questa traversata su una nave colma di presunti spiriti pronti a vendicarsi dei torti subiti in vita…

E voi conoscete questo racconto? Cosa ne pensate? Se vi va, ci vediamo nei commenti.

Alla prossima!

Gurghi

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6 risposte a "La nave degli spiriti, Joseph Conrad"

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  1. Ciao, Gurghi! Vedo che hai rinnovato la veste grafica del tuo blog 🙂
    Mi hai incuriosito molto con questo articolo, ma di Conrad a me piacerebbe leggere prima di tutto “La linea d’ombra”, perché me ne ha parlato un professore che stimo tantissimo… Tu me lo consigli?

    Mi piace

    1. Ciao Lettrice, che piacere vederti qui! 😊
      Assolutamente sì, “La linea d’ombra” te lo consiglio tantissimo ed è perfetto per iniziare a leggere questo scrittore meraviglioso. Io ho iniziato con “Cuore di tenebra”: sono di quelle letture che è bello fare “lente”, soffermandosi sulla bellezza e la profondità della sua scrittura. Diciamo che sono considerati (giustamente) i suoi capolavori.
      Ho letto “Cuore di tenebra” su consiglio della persona che stimo di più ed è stata una bellissima scoperta! Spero possa accadere così anche a te con “La linea d’ombra”. Tienimi aggiornata, se ti va. Buone letture! 🙂

      Piace a 1 persona

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