Su Netflix: Violet Evergarden

Buongiorno cari lettori!
Ultimamente ho guardato questa serie televisiva e mi è venuta voglia di scriverne sul blog. Premetto che non me ne intendo chissà quanto in materia di anime giapponesi, ma ho voglia comunque di dire la mia personale opinione e confrontarmi un po’ con voi, se ne avete voglia.

Violet Evergarden (Vaioretto Evāgāden), adattamento di una serie di light novel, vede come protagonista una ragazzina (anche se sembra decisamente un’adulta) che, orfana, cresce all’interno di un esercito mentre imperversa una guerra. Il passato di Violet è oscuro e misterioso e, nonostante la serie dedichi un episodio alla sua storia e ci siano rimandi sparsi in qua e là, non viene mai veramente spiegato. Una cosa un po’ strana, dal momento che ci viene presentata come uno strumento di guerra e completamente estranea ai sentimenti umani. Eppure, anche con una trama che presenta alle volte qualche lacuna e forzatura, questa serie è riuscita, con me, nell’intento di coinvolgere ed emozionare.

Violet 3

Un punto di forza è sicuramente l’idea di base dell’intera serie: la conoscenza dei propri sentimenti attraverso la scrittura. Infatti, a guerra finita, la nostra Violet, sotto la protezione di un ex-comandante dell’esercito che ha fondato una società postale, entrerà a far parte della stessa diventando una Auto Memoir Doll, ossia una bambola di scrittura automatica. L’epoca è infatti quella in cui le lettere sono uno dei mezzi principali di comunicazione: non viene specificata esattamente, ma siamo nel continente di Telesis e sembrerebbe collocarsi più di un secolo fa.

Ma cosa sono le bambole di scrittura automatica? Le bambole non sono altro che dattilografe che scrivono lettere e le spediscono per conto di altri. I motivi sono i più svariati: da persone che non sono in grado di scrivere, a persone che invece non sanno come scrivere, e spetta alle bambole interpretarne le richieste e riversare sulla carta i loro stati d’animo. Il contesto post-bellico permette la stesura di più archi narrativi, sviscerando episodio dopo episodio tematiche diverse.

Violet 2

L’impassibilità, apparente e non, di Violet di fronte alle emozioni e la difficoltà a rapportarsi con gli altri a causa di questo suo limite si scontra con la voglia di capire il significato dell’amore, della perdita, del senso di colpa grazie a questa professione, perché entrare in contatto con i dolori e vissuti altrui fa riflettere anche sui propri e sul ruolo che questi hanno avuto sul proprio passato. È contraddittorio che una persona inconsapevole dei propri sentimenti si proponga di dare una rappresentazione a quelli degli altri, ma è anche il punto più interessante della serie. Alcuni dei clienti che dovrà servire saranno reduci di guerra, vedove, innamorati, persone perdute e altre che dovranno ricominciare a vivere dopo la morte di persone care. Alcune lettere che dovrà scrivere non hanno nemmeno un destinatario o saranno spedite a persone che non potranno mai leggerle: è proprio vero che spesso le lettere servono più a chi le scrive che non a chi le riceve, ma in ogni caso ogni lettera merita di essere spedita.

Un’altra nota positiva va senz’altro al comparto tecnico. Non ci capisco niente di questa roba ma l’animazione mi è piaciuta tantissimo. I colori sfumati, i tratti precisi ma delicati secondo me si amalgamano benissimo con le storie che si raccontano. Certi passaggi poi sono un connubio perfetto fra scrittura, immagine, musica e riproduzioni sonore (come il fruscio delle foglie, il rumore dei passi, eccetera), infatti ci sono certe scene che per me sono davvero emblematiche. Sia le tematiche sia i dialoghi sono spesso trattati ad un livello quasi ingenuo, però in modo molto genuino, con semplicità, ma d’effetto.

Violet

Se la linearità della serie non rappresenta un difetto in quanto il primo piano è sull’evoluzione interna della protagonista, il problema è che è altalenante. Si passa da episodi veramente bellissimi e toccanti, ad altri più mediocri e che non hanno un elevato impatto emotivo. Un altro problema è l’età della protagonista: si scopre avere 14 anni ed è un’età TROPPO inadeguata per ciò che le è successo in passato e per ciò che continua a succederle. Ho capito essere uno dei cliché degli anime… ma insomma, perché?! Però, grazie alla struttura della serie, è un dettaglio (che potevano benissimo omettere e tutto filava liscio) su cui è facile sorvolare.

In conclusione, la sconsiglio a chi cerca azione o movimenti di trama o mero intrattenimento, ma se cercate coinvolgimento emotivo, e anche bellezza estetica, è la serie che fa per voi.

Cattura

E voi avete visto questa serie? Cosa ne pensate? Come sempre, vi aspetto nei commenti, se vi va.

Alla prossima!

Gurghi

13 risposte a "Su Netflix: Violet Evergarden"

Add yours

  1. Ciao Vale, anche io l’ho guardata un po’ alla volta. Poi diciamo che si presta molto a questo tipo di visione, visto che ogni episodio si chiude un po’ a sé. Grazie per il commento, sono contenta che ti stia piacendo! 🙂

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    1. Ciao! Sono contenta di averti fatto scoprire una serie nuova. Your Name l’ho visto non molto tempo fa e mi è piaciuto, con qualche riserva sul finale, ma magari ne parliamo quando l’hai visto tutto! 😀

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      1. Fosse stato per me, siccome tutta la storia è già abbastanza romantica, il film lo avrei fatto finire con loro due che si guardano dal finestrino, è una scena molto intensa, tristissima, però fa anche sperare e immaginare, appunto perché è un po’ sospeso. Il finale che ha in realtà non dico che sia brutto, anzi. È solo un gusto/problema mio, spesso e volentieri trovo più poetici i finali tristi. 😀
        Buona visione, allora!

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  2. Salve, mio figlio appassionato di serie giapponese mi ha fatto vedere questa bellissima serie, mi è scappata anche la lacrima, pero non ho capito il finale che lei e sorpresa dopo la sua presentazione, mi saprete dire per favore chi era in casa e così sorpresa? Grazie se mi rispondere

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  3. Adorata! Non pensavo che mi sarebbe piaciuta all’inizio. Me l’aveva consigliata una compagna di classe, ma la trama mi aveva convinta a meta’. Ma fin dal primo episodio me ne sono innamorata follemente

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