Cuore di tenebra, di Joseph Conrad

Nel corso della mia troppo breve esperienza di lettrice, devo ammettere, nella mia ignoranza, che Joseph Conrad era uno scrittore pressoché sconosciuto. Non avevo mai indagato oltre il semplice nome, ma sto rimediando. Mi avvalgo di questa deplorevole premessa come espediente per scusarmi se questa recensione, che vuole essere più che altro un commento per condividere le mie sensazioni, risulta frammentaria a causa di una scarsa visione d’insieme sull’autore e sul periodo storico affrontato nel libro. Dato che mi demotivo facilmente, avevo bisogno di scrivere più decorosamente le mie riflessioni, che altrimenti sarebbero rimaste troppo a lungo sotto forma di scribacchi disordinati sul mio quaderno delle letture.

Cuore di tenebra di Joseph Conrad

Solo un tetro silenzio e una densa foschia accompagnano il racconto del capitano Marlow, fatto di ricordi del passato che sembrano galleggiare sulla profonda oscurità che lenta e inesorabile inghiotte il tratto finale del Tamigi, ai margini della più importante città del mondo, dove i marinai in ascolto viaggeranno in Africa, navigando un fiume alla scoperta di una terra ignota e misteriosa.

Mi chiesi se l’impassibilità del volto dell’immensità che ci guardava fosse da intendere come un invito o come una minaccia. Cosa eravamo noi che ci eravamo smarriti laggiù? Avremmo potuto dominare quella cosa muta o lei avrebbe dominato noi?

Questo romanzo – romanzo breve o racconto, difatti non supera le 130 pagine – potrebbe interpretarsi sotto differenti chiavi di lettura. Il libro viene pubblicato nel 1899 ed è ambientato nel pieno di un’impresa colonizzatrice dell’Africa nera.

Nel 1975 in un saggio uno scrittore nigeriano accusò lo scrittore polacco naturalizzato britannico di aver scritto un libro a rinforzo del razzismo. Il dibattito che si aprì, secondo me, è molto interessante.

Infatti, uno degli elementi che colpiscono maggiormente avanzando con la lettura è la contrapposizione fra i bianchi impegnati nella missione e gli indigeni. I primi raffigurati con una certa stupefacenza e meraviglia, dagli atteggiamenti al modo di vestire; i secondi, invece, considerati “i nemici”, descritti come creature selvagge al limite fra l’umano e il soprannaturale, mosse da intenzioni e istinti primitivi.

Sono descrizioni perturbanti, che trasmettono una certa tristezza, e l’accusa di razzismo è fin troppo banale, perché Conrad ci spinge ad andare oltre. La percezione dell’intero significato del libro è in continua evoluzione, fino all’ultima pagina.

Ma quello che faceva rabbrividire era proprio il pensiero della loro umanità – come la nostra – il pensiero della remota parentela con quel selvaggio e veemente tumulto; ma se si era abbastanza uomini si ammetteva con se stessi che in noi c’era appunto una debolissima traccia di consenso alla terribile schiettezza di quel chiasso, un oscuro sospetto che ci fosse in quello un significato che noi – noi così distanti dalla notte primordiale – potevamo comprendere.

La mia opinione si è trasformata man mano che Marlow scopriva, vedeva e sentiva quei luoghi remoti, isolati, lontani dalla civiltà, e sperimentava quell’affascinante e terribile sentimento della solitudine. L’accusa rivoltagli è molto lontana da quello che è in realtà, perché tutte le certezze sembrano capovolgersi e i due mondi fondersi in uno solo, l’animo umano, ricoperto da un involucro intrecciato di paure e ambiguità.

Quello che diventa chiaro è l’intento di Conrad di mettere nero su bianco come il desiderio degli uomini di domare e conquistare per affermare la propria superiorità conduce non solo verso la gloria e la ricchezza, ma anche verso le tenebre. Le due cose non sono più distinte, come, solo alla fine, si renderà conto Kurtz, avido procuratore di avorio.

Mi sono innamorata della scrittura di Conrad. Non è particolarmente scorrevole, ma sembra intrisa di qualcosa di mistico quando esprime concetti così reali e profondi che ha suscitato in me ammirazione e incanto. Potrei riempire questo articolo di citazioni, ma sarebbe esagerato. Se chiudo gli occhi posso sentire il silenzio della bassa marea intervallato dalle parole di Marlow, posso vedere le immagini dei suoi ricordi. Percepisco quelle sensazioni di angoscia e di consapevolezza che seguono la scoperta di come quel cielo, che sembrava così diverso, illumina l’umana debolezza e quella foresta, oscura e aggrovigliata, non è altro che il riflesso dei nostri cuori.

Penso di essere ormai giunta al termine e visto che proprio non ce la faccio a trattenermi, devo accennare a quanto in questo racconto abbia intravisto qualche bagliore di fiaba. Forse sono fissata, forse vedo fiabe e simbolismi dove non ci sono, ma cosa c’è di più fiabesco di un fiume da risalire con un battello a vapore, di un viaggio come metafora della vita? Sarà lo stile della narrazione, ma le descrizioni dei luoghi oscuri e imperscrutabili che sembrano esistere per trovare risposte su sé stessi mi hanno restituito questa idea. Inoltre, mi rivolgo a chi l’ha letto, l’orrenda recinzione che circonda la base di Kurtz non rimanda alla similissima e raccapricciante staccionata che attornia la capanna della Baba Jaga nella fiaba Vassilissa La Bella?

E voi avete letto questo libro o vorreste leggerlo? Come sempre, sono curiosa di sapere che cosa ne pensate, quindi, se vi va, ci vediamo nei commenti.

Alla prossima!

Gurghi

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17 pensieri su “Cuore di tenebra, di Joseph Conrad

  1. Romanzo breve ma affascinante.
    Razzismo? Direi proprio di no. Anzi il personaggio “cattivo” è un bianco (Kurtz) e il capitano Marlow ha modo di deprecare senza se e senza ma la brutalità del colonialismo.
    Aggiungo che questo romanzo ha ispirato due film: l’italiesco RIUSCIRANNO I NOSTRI EROI A RITROVARE L’AMICO MISTERIOSAMENTE SCOMPARSO IN AFRICA? e l’americanesco APOCALYPSE NOW

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    1. Sono d’accordo. Le critiche erano rivolte in particolar modo alle descrizioni sul piano estetico, ma le intenzioni sono ben altre. Ci sono vari articoli su questo argomento che fan pensare. I film che ha ispirato non li ho visti, a parte qualche scena di Apocalypse Now.

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  2. Ciao Gurghi ❤ Come forse ti avevo già accennato, non ho letto Cuore di tenebra, ma da come l'hai descritto sembra davvero un libro interessante. Quindi, ottima recensione, posso dire efficace perché sei riuscita ad ispirarmi e a farmi venire voglia di leggerlo 🙂

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    1. Ciao Valentina, grazie mille, mi fa davvero piacere. È breve, anche se intenso e richiede un po’ più di concentrazione del solito, ma tutto sommato non impegna più di qualche giorno. Aggiornami se decidi di leggerlo! 😀

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  3. Se ti può consolare, anch’io non l’ho ancora letto. In ogni caso, ci vorrebbe più di una vita per passare tutti i grandi classici (e non solo) della letteratura mondiale, quindi inutile preoccuparsi… Anche se è il tuo primo approccio con l’autore, sei riuscita ad esprimere benissimo le sensazioni che ti ha lasciato. Sai che la grande Flannery O’Connor lo adorava e lo citava spesso nei suoi saggi? Una ragione di più (per me, dal momento che a mia volta adoro Flannery) per leggerlo al più presto 😉

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    1. È vero, i libri da leggere sono troppi per una vita sola! Grazie mille, mi fa davvero tanto piacere. Sai che non ho ancora letto niente di Flannery O’Connor? Hai qualche consiglio per gli iniziandi come me, magari un libro in particolare? Grazie in anticipo, ciao! 🙂

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  4. Ho un sentimento ambivalente nei confronti di Conrad. Come te, apprezzo la potenza di certe descrizioni e passaggi, per i quali provo una fascinazione molto forte. D’altra parte, vorrei che lo stile fosse più scorrevole. In ogni caso, si tratta di un romanzo significativo.
    Per quanto riguarda le “accuse” di razzismo, non si dovrebbero neanche prendere in considerazione. Per prima cosa una storia va letta e apprezzata, se valida, a prescindere dalle intenzioni dell’autore, che appartengono soltanto a quest’ultimo (vedi Cechov che si lamentava delle accuse di reazionarismo e del suo opposto a fasi alterne, a seconda del libro). In secondo luogo, l’accusa in questione viene vomitata ormai sull’intera produzione letteraria ante-politicamente corretto, come con Lovecraft, Dickens, Eliot, Jack London, Kipling, Agata Christie e chi più ne ha più ne metta.

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    1. Probabilmente perché il suo inglese è influenzato anche dalla padronanza della sua lingua madre e del francese, risulta molto particolare. Nonostante la brevità, è stato impegnativo, ma questo me lo ha fatto apprezzare ancora di più! Anche se per me non è lo stesso nei confronti di questo libro, capisco il tuo punto di vista, anche a me è capitato di provare questo sentimento di ambivalenza. Ho voluto riportare le critiche rivolte al libro perché io stessa durante la lettura mi sono posta molte domande e gli elementi “scatenanti” di tali “accuse” mi hanno fatto riflettere molto. Grazie davvero per il tuo contributo! Ciao! 🙂

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  5. Anche io, come altri lettori vorrei che Conrad fosse più “scorrevole”: mi sono impantanata per mesi sul suo Lord Jim. Secondo me, nei suoi romanzi c’è un senso mitico, di iniziazione: i suoi personaggi attraversano linee d’ombra (proprio La linea d’ombra è il suo libro che mi è piaciuto di più) che segnano il loro destino. Nessuna scusa per la tua recensione: coglie alla perfezione alcuni degli aspetti chiave di Cuore di tenebra e invoglia chi non l’ha letto a scoprirlo e chi lo ha letto a rileggerlo.

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    1. Anche io ho avvertito le stesse sensazioni leggendo Cuore di tenebra e proprio per questo sono curiosa di leggere altro. “La linea d’ombra” mi è stato prestato e penso che lo leggerò a brevissimo. Lord Jim, quindi, è un libro che ti sentiresti di consigliare? Grazie davvero per il tuo bellissimo commento. 🙂

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      1. Sconsigliare no, ti direi prima di approfondire la conoscenza di Conrad (come hai in mente di fare con La linea d’ombra) e di leggere Lord Jim solo se sei disposta ad affrontare una lettura che può avere dei tempi lunghi (secondo me anche morti). Questo è uno dei casi in cui mi viene naturale dire “senti anche altre campane”, perché secondo molti è un romanzo di formazione da non perdere. Grazie a te per la tua bella recensione e Buona Pasqua!

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  6. “Cuore di tenebra” è uno dei miei romanzi preferiti (e uno dei miei libri preferiti in generale). Ho apprezzato moltissimo come tu sia riuscita ad esprimere le sensazioni che si provano nel leggerlo, analizzandone i pregi e i messaggi che trasmette.

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