Violet Evergarden

Buongiorno cari lettori!
Ultimamente ho guardato questa serie televisiva e mi è venuta voglia di scriverne sul blog. Premetto che non me ne intendo chissà quanto in materia di anime giapponesi, ma ho voglia comunque di dire la mia personale opinione e confrontarmi un po’ con voi, se ne avete voglia.

Violet Evergarden (Vaioretto Evāgāden), adattamento di una serie di light novel, vede come protagonista una ragazzina (anche se sembra decisamente un’adulta) che, orfana, cresce all’interno di un esercito mentre imperversa una guerra. Il passato di Violet è oscuro e misterioso e, nonostante la serie dedichi un episodio alla sua storia e ci siano rimandi sparsi in qua e là, non viene mai veramente spiegato. Una cosa un po’ strana, dal momento che ci viene presentata come uno strumento di guerra e completamente estranea ai sentimenti umani. Eppure, anche con una trama che presenta alle volte qualche lacuna e forzatura, questa serie è riuscita, con me, nell’intento di coinvolgere ed emozionare.

Violet 3

Un punto di forza è sicuramente l’idea di base dell’intera serie: la conoscenza dei propri sentimenti attraverso la scrittura. Infatti, a guerra finita, la nostra Violet, sotto la protezione di un ex-comandante dell’esercito che ha fondato una società postale, entrerà a far parte della stessa diventando una Auto Memoir Doll, ossia una bambola di scrittura automatica. L’epoca è infatti quella in cui le lettere sono uno dei mezzi principali di comunicazione: non viene specificata esattamente, ma siamo nel continente di Telesis e sembrerebbe collocarsi più di un secolo fa. Continua a leggere

Annunci

Altri due racconti di Stefan Zweig

Ciao cari lettori!
Come promesso in precedenza, torno a parlarvi di due racconti dello scrittore Stefan Zweig, brevissimi, ma pregni di spunti di riflessione su interrogativi profondi e che stanno alla base dell’agire dell’uomo, come per esempio nel caso del primo racconto qui sotto, di cui spesso ci si dimentica.

Gli occhi dell’eterno fratello – Una leggenda
(Die Augen des ewigen Bruders – Eine Legende, 1922)

Questa è la storia di Virata, che il suo popolo celebrò con i Quattro Nomi della Virtù, ma del quale nulla è scritto nelle cronache dei potenti e nemmeno nei libri dei saggi, e il cui ricordo gli uomini smarrirono 

Segnato dall’errore da lui commesso, cioè l’uccisione di suo fratello (di cui vedrà eternamente gli occhi negli sguardi delle persone che incontrerà), il guerriero Virata si ritrova a dover esaminare sé stesso per tutto il corso della sua vita. Saranno infatti quegli stessi occhi accusatori a spingerlo verso scelte che rincorrono il concetto portante della novella: la Giustizia. Continua a leggere

Grandi donne in edicola

Cari lettori,
buongiorno! Oggi vi lascio questo post brevissimo per segnalarvi una collana di libri, uscita da pochi giorni in edicola, dedicata alle GRANDI DONNE che hanno avuto un notevole impatto sulla storia. In totale, la collana si compone di 60 monografie.

collana grandi donne

Ho acquistato questa mattina la prima uscita, la monografia su Maria Montessori, donna straordinaria che rivoluzionò i metodi educativi di fine Ottocento e prima metà del Novecento, e a cui la Pedagogia di oggi deve molto. Inoltre, visto che rientra pienamente nel mio percorso di studi, non potevo assolutamente farmela scappare.

La prima uscita (Maria Montessori, appunto) costa 2,99 euro. Tutte le altre hanno il prezzo di 9,99 euro.

Vi lascio qui il link al sito ufficiale in cui è spiegato chiaramente in cosa consiste la collezione, in cui potete trovare l’elenco dei titoli e le rispettive date di uscita e le informazioni sui vari piani di abbonamento più convenienti.

Spero di avervi incuriosito,

a presto!

Gurghi

 

Due racconti di Stefan Zweig

Ciao cari lettori!
Pongo fine al mio periodo di latitanza (per ora, suppongo… mi conosco bene) provando a scrivere qualche riflessione su alcuni racconti che ho letto dello scrittore austriaco Stefan Zweig.

eb6df8d79b3cf7597dd092f34045df94_w600_h_mw_mh_cs_cx_cy

Mendel dei libri
(Buchmendel, 1929)

Ho comprato questo libricino spinta dalle ottime recensioni online e dalla parola libri nel titolo, perché credo sia cosa abbastanza comune fra i lettori quella di interessarsi ai libri che parlano di libri, per confrontarsi con grandi autori e magari ritrovarsi e scoprirsi in una visione condivisa di amore per la lettura.

Il titolo e Il topo da biblioteca di Spitzweg in copertina promettevano bene in questo senso, ma le mie aspettative mi hanno portato in un ben altro posto. Il racconto si discosta da quella angolazione metaletteraria per approdare su un terreno scomodo, infelice, ovvero quello di una passione struggente e letteralmente distruggente di un uomo completamente avulso dalle logiche comuni del vivere. Continua a leggere

Grazie Avatar Aang… e grazie a tutti voi!

Un “anime americano”?

Non so perché mi ritrovo solo ora a blaterare del cartone animato più bello di tutti i tempi. Forse è proprio per questo motivo: qualunque cosa dica è impossibile restituire nemmeno in minima percentuale la sua perfezione. Ma l’ora è giunta, devo parlare della mia fissazione.

Non mi riferisco né agli spilungoni blu prodotti da Cameron, né al film-abominio di Shyamalan, tratto dalla serie originale, ma che non ha niente, e ripeto, NIENTE, a che vedere con essa.

Ma quindi quale dovrebbe essere questa epica, spettacolare, straordinaria, fantasmagorica serie animata? Ma è chiaro! Sto parlando nientepopodimeno del SOLO e UNICO…

Atla

La serie animata Avatar – pausa d’effetto – The Last Airbender è stata ideata dalle menti geniali di Michael Dante DiMartino e Bryan Konietzko. Continua a leggere

Anne di Tetti Verdi, di Lucy Maud Montgomery

Tutto è iniziato quasi un anno fa, quando ho visto su Netflix la serie canadese Anne with an “E”, che ho trovato commovente e ben fatta, soprattutto la prima stagione, valida per intrattenere e scaldare le buie serate invernali. La serie è basata sul personaggio del romanzo che in Italia tutti conosciamo come Anna dai capelli rossi.

A pensarci mi viene da canticchiare mentalmente la sigla (Anna dai capelli rossi ha, due grammi di felicità, chiusi dentro all’anima, e al mondo vuol sorridere…) dell’anime che molto sporadicamente mi capitava di guardare la mattina, ma di cui ora ricordo poco o nulla. Per colmare quindi le mie lacune mi sono decisa a recuperare tutti i libri di quando ero bambina dal garage, sistemazione dovuta a una Gurghi in prima adolescenza convinta, di punto in bianco, di essere abbastanza cresciuta per letture del genere. “Letture” per modo di dire, visto che da piccola concludevo un libro assai di rado…

Ad ogni modo, rinvenuta la mia attempata edizione del romanzo di Lucy Maud Montgomery, mi sono chiesta se fosse davvero il caso. Da quando ho cominciato ad interessarmi alla letteratura per l’infanzia, e ancor di più da quando la studio, sono diventata più esigente per quanto riguarda l’edizione e la traduzione, consapevole che questi libri sono i primi a risentire di adattamenti, riduzioni e semplificazioni che ne occultano la qualità.

Informandomi su Internet sono venuta a conoscenza, con mio grande entusiasmo, di una nuova edizione integrale e annotata, ovvero Anne di Tetti Verdi, a cura di Enrico De Luca (Lettere Animate Editore, pp. 320).

Anne di Tetti Verdi

Grazie, forse, alle varie trasposizioni cinematografiche, la storia di Anne è conosciuta un po’ da tutti, almeno a grandi linee. Per scrivere il romanzo l’autrice ha attinto ai suoi ricordi infantili, ambientando le vicende sull’Isola del Principe Edoardo, in Canada, in una piccola città di campagna dal nome melodioso, Avonlea. Continua a leggere

La casa dei piccoli cubi

Faccio una piccola pausa dallo studio parlandovi di un cortometraggio, davvero affascinante, che ho visto recentemente su Netflix (ma potete trovarlo anche su YouTube in buona qualità) intitolato La casa dei piccoli cubi (Tsumiki no ie), diretto da Kunio Katō.

La casa dei piccoli cubi 2

Il protagonista viene presentato come un vecchietto, tutto curvo e solo, che trascorre il tempo pescando, osservando foto e fumando la pipa. Un bel mattino si sveglia ed è tristemente pervaso da una piccola constatazione: il livello dell’acqua è salito ancora, il mare sta lentamente allagando la sua casa e per questo è costretto a trasferirsi al piano di sopra, ancora da costruire.

Ciò che cattura l’interesse nello spettatore è l’ambientazione, inusuale e fantasiosa, ed è proprio questa che permette lo svolgersi della storia. Il piccolo paese è infatti sempre più sommerso dal mare, ogni abitante è costretto a costruire la propria casa sempre più piccola e sempre più in alto.  Continua a leggere